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Architettura e Arte

chiesa santa margherita

La parrocchia di Santa Margherita è situata al centro del paese e si affaccia sull'omonima piazza. La costruzione, risalente al diciottesimo secolo e completata nel 1935, ha subito nel tempo numerosi restauri: l'altare fu restaurato nel 1922, le campane del 1787 sono state rifuse nel 1928.
Attualmente all'interno l'edificio non conserva quasi più niente dell'antica architettura fatta eccezione per gli archi delle cappelle e i bordi in pietra lavorata in rilievo all'ingresso della sagrestia.
Fra i simulacri di legno vi sono Santa Restituta, San Pasquale, San Sebastiano, Santa Margherita "dei sette vestiti", Sant' Emiliano, San Giuseppe col Bambino, San Francesco Saverio, la Madonna della Candelora, con corona e Bimbo incoronato e nella nicchia centrale dell'altare Santa Margherita con palma e drago.
Di notevole pregio risulta essere il Sant'Antonio da Padova con il Bambino in piedi sulla tavola - libro che regge con la mano destra.

La storia di Santa Margheria

 

Il centro abitato di Baradili è localizzato ai margini della provincia di Oristano, dell'estensione di circa 561 Ha, di cui mq. 18.077,59 caratterizzano il centro storico. Il nucleo Antico dell'abitato consta di cinque isolati, rappresentati nelle tavole del P.P. con la nomenclatura comparto 4,5,6,7,10; Gli isolati, dal punto di vista urbanistico presentano l'assetto del "tipico borgo agricolo", con una configurazione planimetrica "chiusa", tra la via Fiume, via Municipio e via V. Emanuele, e la via Fontana e via Turri. case centro storico Per quanto attiene le tipologie architettoniche presenti, è facilmente riscontrabile, quasi con omogeneità e continuità, la struttura della casa a corte con tutti i suoi caratteri distintivi e storico tipologici, anche se sovente inquinati e, non di raro, in parte cancellati, dai più recenti interventi edilizi (ristrutturazioni) ovvero dall'assenza di manutenzione (stato di abbandono del patrimonio edilizio esistente), registrata negli anni. Inoltre il mancato utilizzo abitativo degli edifici del centro storico, concomitante alla riduzione della popolazione conseguente al consistente flusso migratorio che ha pesantemente caratterizzato la storia del paese nell'ultimo trentennio, ha ingenerato un abbandono "progressivo e duraturo" del patrimonio edilizio esistente, portando a forme di degrado particolarmente accentuate con "crolli" di importanti strutture architettoniche e, comunque, danneggiando irreparabilmente il patrimonio che rappresenta la storia dei Paese.